
Chi sono i
Radioamatori ?
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“Ci
sono stati tre grandiosi momenti nella mia vita di
inventore. Il primo, quando i segnali radio da me
inviati fecero suonare un campanello dall’altro lato
della stanza in cui stavo svolgendo i miei esperimenti;
il secondo, quando i segnali trasmessi dalla mia
stazione di Poldhu, in Cornovaglia, furono captati dal
ricevitore che ascoltavo a S. Giovanni di Terranova,
dall’altra parte dell’Oceano Atlantico a una distanza di
circa 3000 km; il terzo è ora, ogni qualvolta posso
serenamente immaginare le possibilità future e sentire
che l’attività e gli sforzi di tutta la mia vita hanno
fornito basi solide su cui si potrà continuare a
costruire.” [Guglielmo Marconi - Dicembre 1935]
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LA SCOPERTA DELLA
RADIO E GUGLIELMO MARCONI.
Le radiocomunicazioni
sono il frutto delle scoperte e della cooperazione di numerosi
scienziati e tecnici appartenenti a diversi paesi. Faraday,
all'inizio del XIX sec., studiò le interazioni elettriche e
magnetiche, non tanto come azione a distanza, quanto sotto il
profilo di campi di forza prodotti da cariche elettriche e da
magneti; Egli scoprì che i campi elettrici possono essere indotti da
campi magnetici variabili. Pochi anni dopo Maxwell,
traducendo in forma rigorosamente matematica le idee di Faraday,
fornì le basi della moderna teoria dell'elettromagnetismo, con il
famoso " Trattato dell'elettricità del magnetismo" (1873).
Maxwell sostenne che le onde elettromagnetiche hanno la stessa
natura delle radiazioni visibili, cioè della luce, e che si
propagano con la medesima velocità di 300.000 Km/s, subendo fenomeni
di riflessione e rifrazione del tutto analoghi a quelli luminosi. Le
onde luminose sono molto corte, mentre le altre, più lunghe, sono
quelle che oggi chiamano "radioonde". Il termine "radio",
derivato da "radiazione", fu adottato in una conferenza
svoltasi a Berlino, in Germania, nel 1906, con riferimento alle
comunicazioni mediante onde elettromagnetiche. Nel 1887 le teorie di
Maxwell ebbero una conferma sperimentale dal fisico H.Hertz
che riuscì a produrre e a rivedere le onde elettromagnetiche,
denominate appunto onde hertziane. Con l'ausilio di un
rocchetto di Runkorff e di un particolare spinterometro,
Hertz realizzò il prototipo di un 'oscillatore capace di irradiare
un'onda elettromagnetica che poteva essere rilevata a breve
distanza, ottenendo scintille tra le due punte affacciate di una
spira metallica ad anello semiaperto. Hertz perfezionò notevolmente
la parte sperimentale e successivamente, assieme ad Augusto Righi,
riuscì a riprodurre in laboratorio , per le onde elettromagnetiche,
quei fenomeni di riflessione, rifrazione e diffrazione che
caratterizzano la luce. Il metodo a scintillazione adottato da Hertz
per rivelare e quindi per ricevere a distanza le onde
elettromagnetiche, era assai poco sensibile per applicazioni di
pratica utilità.Dopo una serie di altre sperimentazioni ad opera di
fisici del periodo, l'italiano G.Marconi nel 1896 perfezionò
e rese veramente efficienti le antenne rice-trasmittentied effettuò
con un'apparecchiatura particolare i famosi esperimenti di
Pontecchio, durante i quali trasmise segnali percepibili fino a
2400m di distanza. Gli studi ed i perfezionamenti della radio
proseguirono a ritmo sostenuto, tanto che nel 1898 i trasmettitori
Marconiani riuscirono a raggiungere la portata di circa 50Km.
L’ELETTRA
Nello stesso anno, a
soli 24 anni, Marconi vendette la prima stazione radio commerciale
sulle coste Irlandesi. Nel 1900 lo studioso italiano riuscì ad
inserire un rudimentale circuito di sintonia sia nel trasmettitore
che nel ricevitore: con questi accorgimenti tecnici le onde radio
generate artificialmente riuscirono a raggiungere distanze enormi,
superando i 300Km.
Nel 1901 Marconi
lanciò il primo messaggio radiotelegrafico attraverso l'atlantico,
da una stazione trasmittente situata in Cornovaglia. Naturalmente i
successi dell'inventore italiano interessarono altri scienziati che
cominciarono a studiare l'apparecchiatura contribuendo a svilupparla
ulteriormente, apportandovi continui miglioramenti. Uno dei grandi
limiti dell'invenzione di Marconi risiedeva nel fatto che si
potevano inserire solamente impulsi adatti per il codice Morse, cosa
che era inadatta per la trasmissione dei suoni. Nel Dicembre del
1900, usando un trasmettitore a scintilla Fessenden riuscì a
trasmettere un breve messaggio fonico: per la prima volta nella
storia del pianeta la voce dell'uomo poteva udirsi a diversi
chilometri di distanza viaggiando a cavallo di onde
elettromagnetiche. Sei anni dopo ancora Fessenden realizzò quella
che è considerata la prima trasmissione radiofonica della storia:
parole e musica vennero udite nel raggio di 25Km dalla trasmittente
situata a Brant Rock sulla costa del Massachusetts. Nel 1915 la
trasmissione radiofonica era una realtà capace di varcare i confini
oceanici. Intanto, nel 1916, Marconi decise di riprendere gli studi
sulle onde corte potendo utilizzare apparecchiature elettroniche
meno artigianali di quelle dei suoi primi esperimenti. Fu nel 1923
che si constatò la possibilità di impiegare le onde corte per la
trasmissione a lunga distanza. In quell’ anno infatti, l'americano
Conrad riuscì a costruire un ripetitore per il trasferimento
dei programmi emessi dalla stazione KDKA, di Pittsburgh, in
Pensylvania, alla stazione KDPM situata a 160 Km di distanza, nella
città di Cleveland nell'Ohio. Segnali emessi da una stazione
trasmittente a onde corte di maggior potenza furono raccolti dalla
BBC a Londra, cioè a 5600Km di distanza. Nel 1924 la
radiocomunicazione a onde corte era ormai perfezionata al punto che
Marconi poté realizzare la prima trasmissione dall'Inghilterra
all'Australia. Sempre nello stesso anno Appleton riuscì a spiegare
perchè le radioonde seguono la curvatura della superficie terrestre.
Egli scoprì l'esistenza di una fascia "ionizzata" - la ionosfera -
che circonda il globo ad un altezza di 60 Km. La ionosfera si
comporta come uno specchio che riflette le radioonde a distanza di
varie centinaia di chilometri dal punto di emissione. Poiché anche
la superficie terrestre riflette le radioonde, queste possono
rimbalzare tra i due strati per migliaia di chilometri.
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Radioricevitore SITI-DOGLIO tipo R31, Gamma Onde Medie e
Lunghe a bobine intercambiabili. Circuito "endodina". 5
valvole. Alimentazione a batterie. Anno 1924
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Questi esperimenti
resero evidenti le enormi possibilità che questo nuovo mezzo di
comunicazione offriva. Era possibile per esempio collegare stazioni
terrestri con le navi che attraversavano gli oceani, permettendo
loro una navigazione più sicura, opportunità poi allargata anche ai
mezzi aerei. Si poteva ottenere una rete di comunicazione molto
efficiente che riusciva a collegare tra loro le nazioni del mondo
intero. Insomma l’uomo poteva contattare il suo simile in ogni parte
del mondo!! Certamente un’invenzione decisiva la Radio, che ha
permesso tra l’altro la conquista dello spazio e la veloce
propagazione della conoscenza in tutto il mondo.
Negli ultimi decenni,
i radioamatori hanno contribuito in modo decisivo allo studio della
propagazione dei segnali radio, collaborando tra l’altro alle
iniziative condotte in occasione di studi ed esperimenti geofisici.
Le loro esperienze sono riconosciute come di grande interesse
teorico e pratico ai fini dello studio delle radiocomunicazioni.
Vari satelliti nello spazio sono stati inoltre messi a disposizione
dei radioamatori proprio perché le esperienze da essi condotti, sono
risultate decisive per la successiva attivazione di sistemi di
comunicazione avanzati.
Nascono così i primi
radioamatori che con rudimentali attrezzature iniziano ad esplorare
il fantastico mondo della radio.
RADIOAMATORE???
…CHI E’ COSTUI??
Molti nel tempo hanno
provato a dare un significato al termine RADIOAMATORE,
attraverso la descrizione particolareggiata delle attività svolte da
questa categoria di persone. Pur non essendo semplice noi proveremo
a darvi la nostra definizione, cercando di chiarire nel contempo
quale sia la sfera di interesse nel quale operae le finalità che il
radioamatore si prefigge. Il Radioamatore,è colui che
esperimenta tecniche di trasmissione radio, costruisce ed utilizza
apparati ricetrasmittenti ed antenne per comunicare attraverso
l’etere con altri corrispondenti, in ogni partedel mondo nel
rispetto dei regolamenti e delle Leggi vigenti. Va da se che
le attività svolte dal Radioamatore sono in preponderanza di
ricerca, studio e sperimentazione nel campo delle trasmissioni
radio, attività che hanno tutte la finalità di superare le distanze
tra corrispondenti nel tentativo di scambiare informazioni ed
esperienze.
Apparato Ricevitore
Radioamatoriale Collins 51S-1
Piu' di due milioni di
persone nel mondo hanno la licenza di radioamatore, 800.000 negli
U.S.A., 25.000 in Canada e in Italia, 50.000 in Germania, 600.000 ed
oltre in Giappone secondo i dati del 1985 purtroppo oggi in forte
calo.
RUOLO UMANITARIO
DEL RADIOAMATORE
Un ruolo decisamente
importante riconosciuto ai radioamatori, è il supporto che essi
forniscono ad enti e servizi sociali nell'ambito della “ Protezione
Civile”, in caso di calamità naturale od altri eventi catastrofici.
Quando le telecomunicazioni in una area geografica divengono
critiche, stazioni radio specializzate per operare in situazioni di
emergenza,vengono prontamente istallateper ripristinare
comunicazioni alternative. E' possibile cosi creare reti di
radiocomunicazioniin grado di sostituire il sistema pubblico di
comunicazione. Naturalmente i radioamatori mettono in questo caso a
disposizione non solo la loro esperienza ma anche le attrezzature ed
il loro personale impegno. Appositi regolamenti nazionali prevedono
che presso ogni Prefettura del territorio sia disponibile una sala
operativa con apparati radioamatoriali pronti ad operaresulle varie
frequenze non appenauna ordinanza del Prefetto lo disponga.
LA RADIO OGGI
Al giorno d’oggi la
radio e tutte le sue applicazioni hanno subìto profonde
trasformazioni. Dopo essere nate come comunicazioni punto-punto
(stazioni radio Fisse o Mobili)sono successivamente sorte le reti di
tipo Cellulare (Telefonini) e le comunicazioni Satellitari. Anche le
modalità di trasmissione sono radicalmente cambiate passando dalla
Telegrafia(Nota Modulata) alla Fonia (nei sui diversi aspetti AM,
FM, SSB ecc.) ed infine alle trasmissioni Digitali per mezzo delle
quali e’ possibile trasferire grandi volumi di informazioni (Dati)
via Etere. Questa ultima modalità di trasmissione ha radicalmente
trasformato la Radio in un potentissimo veicolo di trasporto di
informazioni che non e’ limitato ne dalle distanze ne tanto meno da
qualsiasi ostacolo fisico, basti pensare ai collegamenti radio che
vengono effettuati con potenze irrisorie, tra sonde spaziali lontane
miliardi di chilometri e le basi a terra che inviano comandi e
ricevono enormi quantità di dati (Foto, Rilevamenti, ecc.) .
Ultimamente, le comunicazioni "wireless" (Wi-Fi) a 2.4 GHz stanno
incontrando un notevole interesse da parte della comunità
radioamatoriale, consentendo ad essi di creare uno sviluppo
consistente nelle comunicazioni attraverso l'impiego di queste
frequenze con il sempre più massiccio utilizzo di sistemi
computerizzati e con possibilità di creare punti di ingresso sulla
rete per eccellenza (Internet).
Ricetrasmettitore
Radioamatoriale Yaesu FT1000MP Mark V
